Sperimentazioni di Laboratorio nella IV B – Scuola Primaria Umberto I – IC Campo del Moricino

Laboratorio 1

Guernica interattivo (segui il link per il mini-sito)

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Laboratorio 2

Jacques-Louis David, Bonaparte valica il Gran San Bernardo, 1800

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Martina Cerullo                               4-9-2015

Ricerca: Il cavallo di Napoleone

Marengo (circa il 1793-1831) era il cavallo da guerra di Napoleone Bonaparte. Prese il nome dalla battaglia di Marengo, attraverso la quale condusse incolume il proprio cavaliere. Marengo fu portato in Francia dall’Egitto quando aveva sei anni. Nonostante fosse di piccola taglia si dimostrò molto coraggioso. Marengo fu ferito otto volte nella sua carriera, e trasportò l’Imperatore nelle battaglie di Austerlitz, Jena, Wagram e Waterloo. Marengo fu utilizzato anche nelle galoppate e nel 1812 fuggì dalla scuderia con tutti gli altri cavalli sopravvissuti alla ritirata da Mosca, fu catturato nel 1815 durante la battaglia di Waterloo da William Henry Francis Petre. Petre lo vendette al tenente Angerstein. Marengo rimase in una scuderia fino a ventisette anni e morì all’età di trentotto anni e il suo scheletro senza uno zoccolo fu conservato al Royal United Services Institute. Oggi è esposto al National Army Museum.

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Laboratorio 3

Battaglia di Isso (mosaico)

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Martina Cerullo – Ricerca: Il mosaico di Alessandro Magno

Il mosaico di Alessandro è stato trovato nel 1831 durante gli scavi di Pompei nella casa del Fauno. Oggi è uno dei mosaici romani più famosi. Secondo il parere di molti, quest’opera raffigura la battaglia di Issos (333 a. C.) fra Alessandro Magno e il gran re di Persia Dario III. Altri invece ritengono che il quadro rappresenti la battaglia di Gaugamela (331 a. C.), ella quale Dario e Alessandro si affrontarono di nuovo. Il mosaico fu composto nel III secolo a. C. secondo un modello che non si è conservato fino ad oggi. L’originale potrebbe essere stato opera di Filosseno di Eretria (IV secolo a. C.); esiste però un’altra ipotesi secondo (la quale) a modello sarebbe stato preso un modello ellenistico. Nel mosaico si trova infatti tutta la magnificenza dei dipinti monumentali e della tecnica della quadricromia degli antichi greci. Oggi il mosaico originale di Alessandro Magno è esposto nel museo di Napoli M.A.N.N.

Maria Ingenito – Battaglia di Isso di Alessandro Magno

La battaglia di Isso si svolse nell’Anatolia meridionale. Nel novembre del 333 a. C. le forze di Alessandro magno affrontarono e sconfissero i persiani di Dario alla conquista macedone della Fenicia. Isso è stata oggetto di controversie, le fonti classiche menzionano un villaggio costiero su entrambe le sponde del fiume Pinarus, tradizionalmente identificato dalla storiografia moderna con il fiume Deli Çay che scorre lungo il confine turco-siriano. Autori più recenti fanno corrispondere il Pinarus con il fiume Payas, collocando la città non lontana dall’odierna İskenderun fondata da Alessandro con il nome di Alessandretta per commemorare la vittoria di Isso.

Il 24 ottobre del 1831 a Pompei durante gli scavi archeologici fu trovato il mosaico. La scena ritratta è quella della battaglia di Isso compiuta da Alessandro Magno contro Dario III di Persia. Il mosaico fu realizzato con circa un milione e mezzo di tessere.

Davide Morano – La battaglia di Isso

La battaglia di Isso si svolse nell’Anatolia meridionale, a sud dell’antica città costiera di Isso, situata al confine tra la Cilicia e la Siria. Nel novembre del 333 a. C. le forze di Alessandro Magno, sovrano di Macedonia, affrontarono e sconfissero i persiani di Dario III, aprendo la strada alla conquista macedone della Fenicia. L’ubicazione di Isso è stata oggetto di controversie nell’ultimo secolo. Le fonti classiche menzionano un villaggio costiero situato su entrambe del fiume Pinarus, tradizionalmente identificato dalla storiografia moderna con il fiume Deli Çay, che scorre lungo il confine turco-siriano. Autori più recenti fanno corrispondere il Pinarus con il fiume Payar, collocando la città non lontano dall’odierna İskenderun, fondata da Alessandro con il nome di Alessandretta per commemorare la vittoria di Isso. L’identificazione sembra essere più convincente se si tiene conto maggiormente della misura del campo di battaglia e delle distanze percorse dagli eserciti, fornite dai resoconti di Callistene e Diodoro Siculo.

Francesco Caruso – Ricerca sulla battaglia di Isso

Il mosaico fu trovato il 24 Ottobre 1831 a Pompei nella pavimentazione della casa del Fauno, durante gli scavi archeologici. La scena ritratta è quella della battaglia di Isso compiuta da Alessandro Magno (a sinistra nel mosaico) contro Dario III (a destra). Il mosaico, realizzato con circa un milione e mezzo di tessere e commissionato probabilmente in quanto antenati del proprietario avevano rapporti con il re macedone, risulta essere una copia del dipinto eseguito dal pittore greco Filosseno di Eretria. Un’altra teoria meno accreditata afferma che può essere stato un originale mosaico ellenistico saccheggiato dalla Grecia e portato a Roma. La scena illustrata è quella di una battaglia tra Alessandro e Dario e, seppure i due condottieri si siano affrontati più volte, la prima nel Granico (334 a. C.), la seconda a Isso (333 a. C.) e la terza a Gaugamela (333 a. C.), la tradizione ed alcuni dettagli come le aste lunghissime dei macedoni e la testa nuda di Alessandro, riconducono l’opera a quella di Isso. Nel settembre del 1843 il mosaico fu trasferito a Napoli.

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Altre ricerche sulla Battaglia di Isso


Laboratorio 3D

Visita al Museo Archeologico di Napoli (MANN) e S. Aniello a Caponapoli  per capire la tridimensionalità di statue e bassorilievi

Costruzione di modellini con materiale riciclato dal disegno al mondo della terza dimensione

Introduzione della tutor dell’OSCOM, Marianna Tramontano che ha accompagnato i ragazzi e lavorato a scuola.

Prima di arrivare al museo abbiamo fatto un breve riepilogo di quello che avremmo visto, gli ho esposto in breve la storia del museo partendo dalla sua fondazione e le diverse evoluzioni che ha avuto mostrandogli dalla piantina del museo le diverse aree tematiche facenti parte del museo.

Abbiamo visitato il corridoio delle statue romane appartenenti alla collezione Farnese soffermandoci sulle statue che nella lezione precedente avevamo selezionato in classe tutti insieme.

I bambini avevano il compito di scegliere una statua e fotografarla nelle diverse prospettive (per capire la tridimensionalità), ho deciso allora di fargli fare un gioco per la scelta della statua preparandogli delle schede tecniche in cui erano le statue stesse a raccontarsi in prima persona. L’intento era quello di provare a farli immedesimare nelle statue che stavano guardando e dopo averla scelta e fotografata dalle diverse prospettive si sono fatti fotografare di fianco la statua imitandone l’espressione; I file con le schede li ho messi a disposizione della classe sul PC che hanno in aula, chi vorrà potrà allegargli la foto che ha scattato vicino la statua e avere così una scheda ricordo della statua che ha scelto.

Dopo siamo saliti sul piano contenente i diversi mosaici e insieme siamo andati alla ricerca del mosaico di Alessandro Magno ritratto nella battaglia di Isso di cui avevano fatto il disegno in classe.

Grande sorpresa per tutti ritrovarsi di fronte un mosaico così grande e scoprire che in realtà la sua posizione originale non era al muro ma sul pavimento della casa del Fauno a Pompei. Ci siamo immaginati di essere anche noi con i piedi sopra a quel grosso mosaico e di lì abbiamo provato a descriverlo.

Gli ho ricordato brevemente la storia della battaglia e di Alessandro ( ricordavano tutti che Alessandro era il vincitore) e insieme lo abbiamo descritto dividendolo nel lato dove c’era Alessandro e in quello dove era ritratto Dario.

Lato Alessandro Magno
latoAlessandro

“Alessandro sul cavallo è il vincitore che guarda diritto davanti a se puntando il suo avversario ( Dario), trafigge con la lancia uno dei suo avversari senza neanche guardarlo. É il sovrano ma anche un guerriero forte che partecipa alla battaglia e riesce a vincerla”

“il cavallo a terra vuole dare il senso della drammaticità della battaglia”

“anche il soldato che tenta inutilmente di togliere con la mano la lancia che lo ha colpito vuole farci sentire il dolore della battaglia”

Nella corazza notiamo che viene raffigurata medusa (come spesso succedeva per i ritratti del 4secolo a.c.)

Lato Dario
latoDario

“è il re che sta scappando con gli occhi spalancati perché ha paura ed è preoccupato, lui a differenza di Alessandro non combatte e per questo è così preoccupato e poi vede tutti intorno che cadono e vengono uccisi e ha paura di essere preso.”

“il soldato a terra riflesso nello scudo ci vuole far capire anche qui la grande drammaticità della battaglia,” (infatti il suo riflesso fa si che vediamo il suo viso disperato rivolto proprio verso di noi che lo stiamo guardando.)

“Le lance vogliono dare il senso della confusione della battaglia”

“ Tutti i soldati con l’elmo sono dell’esercito di Dario”

Quindi nonostante il numero superiore di soldati che notiamo dalla parte di Dario, Alessandro è stato comunque più forte ed è riuscito a vincere, gli spiego il perché: La conformazione del territorio di Isso dove si svolse la battaglia faceva si che il grande numero di soldati e cavalli era fatale all’esercito poiché quel campo di battaglia aveva un ristretto campo di manovra e quindi era più difficile muoversi liberamente o riuscire a tornare indietro con tanti uomini che praticamente si trovavano incastrati nel campo di battaglia e invece era molto più facile muoversi in pochi e questo favorì molto Alessandro Magno.

Infine gli chiedo di descrivermi il paesaggio nel quale si svolge la battaglia così da fargli notare che l’unico elemento naturale che viene raffigurato è l’albero senza foglie sullo sfondo, grazie a quell’albero alcuni storici sono riusciti a individuare il celebre scontro dalle fonti arabe che la denominarono la battaglia dell’albero secco.


Matteo Cuomo

Nella stagione primaverile siamo andati a fare una gita scolastica al Museo Archeologico di Napoli. Abbiamo visto tante statue antiche che risalivano al tempo di Pompei; ma tra tutte queste statue e tutti quegli oggetti antichi la cosa che mi ha colpito è un mosaico che sarebbe quello della Battaglia di Isso. Questo mosaico fu trovato a Pompei il 24 Ottobre 1831 nella pavimentazione della casa del Fauno durante gli scavi archeologici. Alla fine abbiamo i reperti lasciati dagli antichi egizi e dopo averli visti siamo usciti dal museo per recarci alla chiesa (di S. Aniello a Caponapoli). Quando eravamo entrati nella chiesa io e il mio amico Pio ci eravamo recati verso il vecchio altare a fare le fotografie. Tutti quanti volevano sapere la storia della chiesa e un signore ci spiegò l’intera storia. Alla fine ringraziammo il signore e ritornammo la sotto dove ci aspettavano i nostri genitori. Era stata davvero una giornata indimenticabile perché ci siamo acculturati e abbiamo visto nuove cose.

Foto di Alessandro Lesiuk

Durante una gita in un museo vidi molti quadri, statue e mosaici. Fu molto interessante sopratutto il mosaico di Alessandro Magno. Però la gita non fu solo interessante ma anche molto divertente. Il museo era enorme, in ogni sala c’erano sempre tanti bei quadri; la maggior parte rappresentavano delle guerre molto antiche. Poi dopo andammo in una chiesa; anche li c’erano molte cose antiche; alcune cose erano rovinate.

Foto di Jia yu Deng

Foto di Maria Ingenito

Foto dell’insegnante accompagnatrice Giulia Repola

Foto dei modelli della chiesa di S. Aniello a Caponapoli

Uno dei modellini rielaborato in 3D con Autodesk 123D Catch

Video in visuale a volo d’uccello sul modello 3D