Le scuole raccontano Pompei

OSCOM ha lanciato per il 2012 nel Convegno del 10 gennaio il tema dell’anno: le scuole raccontano Pompei. Per gli ipovedenti e non vedenti è stato quindi avviato un progetto tagliato per loro: una visita guidata che provvedesse materiali da presentare alla multisensorialità, non solo alla vista. Essi erano inseriti in una narrazione della guida che partiva dai reperti per approfondire caratteri della vita antica; sentire l’acciottolato su cui si cammina, toccare il banco del venditore di focacce, sentire il profumo di un giardino sono stati l’avvio di una presentazione delle rovine organizzata dai tutors OSCOM, non presente nell’offerta didattica degli scavi. Un successo nel riscontro di interesse che i ragazzi hanno dimostrato, molti non erano stati ancora a Pompei. Nel frattempo essi avevano organizzato una recita ambientata a Pompei, scritta dal Preside Autoriello, che descrive l’ultimo giorno di Pompei, quando ancora non c’è che un po’ di polvere in più per terra. La raccolgono due spazzini, commentando il surplus di lavoro di cui si vogliono lamentare; una schiava passa di lì fuggendo la padrona, moglie di un prefetto, e confessa di volersi fare cristiana – pare che questa religione non preveda la schiavitù come la si vive a Pompei: sarà lei, dopo varie gag ben animate dagli attori, vedenti, ipovedenti e non vedenti, a dare il segnale della prossima fine – ha sognato una Signora che le ha detto di non preoccuparsi più di nulla, ogni problema sarà risolto al mattino. L’impegno nella scrittura, nella recitazione, nella dizione, nel senso della battuta, nei costumi e via dicendo si ambienta nel bel teatro del Colosimo come in una scena ideale: il filmato sarà il prodotto che presenteranno per il premio DOCARTE, che sarà consegnato il 10 gennaio 2013 nel Convegno Le scritture delle rovine – il tema del prodotto dell’anno 2012-2013.

Vogliamo fare una storia di Pompei?

Il Colosimo a Pompei (slide)

Queste attività sono raccontate in alcuni articoli pubblicati da Wolf (2012, n.10).

 

2011 – IL TEATRO A SCUOLA

Al gioco del teatro è stato spesso riconosciuto un posto importante nella formazione e nella conoscenza del mondo, sostiene nuove conoscenze facendo compenetrare scrittura, regista, luci, attore e spettatore nello spazio della scena, costruendo una topologia fatta di ruoli ed espressioni, mimica e gestire: la guida a rivivere una situazione. Le passioni della storia in scena non sono più un fatto libresco, ma nuova conoscenza e memoria. Il testo interpretato da un laboratorio di teatro, rielaborato in uno di scrittura o addirittura redatto dal team di lavoro specializza capacità diverse volte alla creatività invece che alla semplice ripetizione. Prendendo ad oggetto fatti storici, viaggi,  soggetti da qualsiasi materia di studio, è possibile fare dell’esperienza teatrale un laboratorio interdisciplinare classico quanto fruttuoso di novità. Tracciare un percorso che fa immergere nella problematica oggetto della scrittura non è guardare dall’esterno, ma nuova vita, una didattica diversa segnata dalla vivacità e dall’interesse: la storia si liquefa in politica, nella storia in farsi, un territorio di scelte e sconfitte, di rischio. Riprende la sua autenticità di passione e battaglia, la sua nascita dalla capacità di azione politica, un modo diverso per educare alla partecipazione civile ed alla legalità.

Perciò la drammatizzazione è una forma didattica frequente, il cui pregio è sottolineato dalle scelte delle scuole come dai progetti europei che hanno sostenuto simili esperienze anche per l’apprendimento della lingua straniera – l’attorialità consente infatti un’estraniazione alla propria normalità che risulta essere una ottima disposizione per distaccarsi anche dalla lingua madre e recitare in altra lingua: via dal tessuto appreso dalle grammatiche, la lingua ridiventa la musica del discorso che recita i sentimenti e resta nella memoria.

La memoria che si rivive è una esperienza, rammemorazione che unisce vita e sogno, che non dà drammi incancellabili ma fa conoscere la commedia e la tragedia in un percorso di comunità.

Teatro per ipovedenti

Per tutte queste ragioni il teatro si presta in modo speciale ad essere una risorsa per il disagio di ogni tipo. In modo specifico per gli ipovedenti e non vedenti recitare significa migliorare la socializzazione prossemica, il dominio dello spazio necessario a rendere fluente la rappresentazione tenendo presenti gli altri attori, la propria mimica, il tono di voce. Tutto questo nella fase delle prove è una vera educazione a superare le difficoltà dovute al timore di sbagliare, alla timidezza di esporsi, alle difficoltà normali della recitazione. Il teatro per non vedenti ed ipovedenti è in genere misto a normodotati, che collaborano alla normalizzazione della situazione e realizzano nelle cose forme di interazione particolarmente utili per superare il muro che tende ad accentuare nel soggetto in disagio la tendenza a segregarsi e a limitare le proprie esperienze all’indispensabile.

L’Istituto IPSIA Colosimo, diretto dalla dir. Emilia Mallardo, ha perciò da anni realizzato esperienze di teatro a scuola costituendo un gruppo stabile, in grado di mostrare i preziosi acquisti guadagnati dagli attori tutti, vedenti e non vedenti, che acquistano la capacità di muoversi in spazi poco conosciuti, in spigliatezza nel trattare con gli altri; sono acquisti non facili da ottenere per i non vedenti con altre metodologie di intervento. Tutti i partecipanti acquistano i normali meriti  della formazione attraverso l’esperienza teatrale con l’aggiunta della relazionalità al disagio improntata alla migliore gestione della situazione presente. Sono acquisti educativi di grande momento che hanno condotto l’esperienza a ripetersi anno per anno con testi sempre nuovi costruendo la compagnia I Guitti del Colosimo: in calce riportiamo il questionario che precisa il modo di intervento e l’ottimo curriculum dell’istituto nel campo.

Lo spettacolo del 2012 è stato elaborato per il suggerimento tematico OSCOM per il premio DOCARTE, Le scuole raccontano Pompei. Il pres. Gennaro Autoriello ha scritto una pièce sull’ultimo giorno di Pompei prima dell’eruzione, Nihil sub sole novi. Le prof. Paola Autoriello e Stefania Rossetto, che curano il gruppo teatrale,  hanno costruito la scena di una rappresentazione vivace e ben condotta, dove la differenza vedenti-non vedenti era tutta da scoprire per la vivacità che tutti mostravano. Due spazzini che ripuliscono le strade dalle prime ceneri sono sempre in scena, animano continue schermaglie perché spazzano la prima cenere del vulcano e se ne lamentano come di un servizio extra e non contrattualizzato; i loro progetti sindacali fanno da sfondo ai personaggi politici, alle matrone, alle schiave che descrivono la normalità di una giornata come tante, senza coscienza della tragedia imminente. Si avverte il fiato del vulcano quando una schiava ribelle – che si è perciò fatta adepta della nuova religione cristiana – sogna una signora in azzurro che le dice di non preoccuparsi più della sua cattiva matrona, perché in serata passerà a liberarla dei suoi problemi. Una trama lieve e ben narrata, recitata con partecipazione e senso del ritmo della battuta, che è stata molto applaudita dal pubblico che gremiva il bel teatro della magnifica struttura architettonica dell’Istituto Colosimo, una meraviglia che si trova alle spalle del Museo Nazionale di Napoli.

OSCOM ha portato i suoi complimenti ai giovani attori, ai professori, alla Dirigente ed a tutti quelli che hanno collaborato, e il premio DOCARTE 2011, da loro vinto con un testo multimediale sulla visita tattile al MAN effettuata nel 2011. Questa recita, il cui filmato parteciperà al premio di quest’anno, dimostra che la scelta della giuria è stata valida, anche se è stata davvero difficile per la capacità e la solerzia dimostrata da tutti i concorrenti. Il coraggio di tutti nell’affrontare una situazione  di disagio così grave come la cecità totale o parziale, è encomiabile e fa piacere vedere con quanta allegria si possa riuscire a creare la collaborazione capace di conseguire i più brillanti risultati.

 

SCHEDA RIASSUNTIVA DELLE ATTIVITA’ RELATIVE AL

PROGETTO “S…DRAMMATIZZANDO”

ANNI SCOLASTICI 2004-2009

DOCENTI REFERENTI AUTORIELLO-ROSSETTO

Invio alla presidenza del premio “F.Romano” della scheda relativa alle attività teatrali effettuate dal 2003 ad oggi per il concorso “F. Romano”.

Anno scolastico 2004/2005

  • Partecipazione al concorso a premi indetto dall’Associazione “F. Romano”, con la vincita del primo premio nella sezione  Teatro con  “ ‘A figlia d’’a Madonna”.* Partecipazione alla III rassegna  Teatro – Scuola organizzato dall’Istituto “M. di Savoia” con il patrocinio della Provincia di Napoli Assessorato alle politiche scolastiche e formative, con esibizione presso i teatri “la Perla” e “Politeama” di Napoli , con la commedia “Un malato per tutti”.
  • Partecipazione alla  “Festa della scuola” organizzata dall’ Ufficio scolastico Regionale, con esibizione ,di scene tratte dall’atto unico “ Un malato per tutti“ di Marotta – Randone,  presso il teatro “Trianon” di Napoli.
  • Partecipazione al concorso teatrale “EDENOSCAR 2005”, vincendo il primo premio nella sezione musica  (cantante e musicista).

 

Anno Scolastico 2005/2006

  • Partecipazione al concorso teatrale “EDENOSCAR 2006” vincendo il primo premio:

–          Nella sezione musica (cantane e musicista)

–          Migliore attrice protagonista.

 

A.S. 2006/2007

  • Partecipazione alla rassegna Teatrale “Dialetti a confronto” XIX  Ed. Maggio 2007 organizzato dall’associazione “Romeo Collanti” presso il  teatro “Quirino” di Roma, con invio di DVD della registrazione della commedia “Un venerdì 17”.
  • Partecipazione al concorso teatrale “EdenOscar 2007”, con la commedia “Un venerdì 17”, con vincita del premio per il miglior caratterista.
  • Partecipazione al concorso “F. Romano 2007”, presso il teatro “Politeama”,con vincita del  premio “ Scuola che si è maggiormente distinta nelle attività teatrali“.

 

A.S. 2007/2008

Concorso teatrale “EdenOscar 2008”, destinato alle scuole di ogni ordine e grado di Napoli e Provincia. In tale occasione la compagnia teatrale d’Istituto ha vinto quattro premi nelle seguenti categorie:

1)      Migliore attrice (2 premi ex equo).

2)      Migliore caratterista.

3)      Premio speciale alla carriera (Premio regia).

 

A.S. 2008/2009

Questionario nazionale attività teatrali per le sezioni UICI

Giuseppe Weiss

  1. Quali attività teatrali vengono svolte? _Drammatizzazione di commedie e atti unici

a. In modo continuativo, sporadico, occasionale?
__Continuativo___

b. Da quali motivazioni vengono sollecitate?
__Integrazione vedenti – non vedenti e superamento delle insicurezze e delle aggressività____

c. Nome del Gruppo teatrale
__I Guitti del Colosimo____

d. Numero dei partecipanti
__26 ___
2. Quali generi teatrali vengono preferiti, per quali motivi?
_Commedia dell’arte. Atti unici inediti della commedia napoletana,perché vicini al mondo giovanile e alla innata napoletanità dei componenti la compagnia____

3. La recitazione può avere efficacia riabilitativa? In quale modo?
_Si. Sviluppa il senso di orientamento, il controllo della gestualità e migliora le capacità  espressive. Psicologicamente favorisce la fiducia in se stessi e aumenta il livello di autostima.__

4. Quali soluzioni sceniche e personali vengono adottate per il superamento delle inevitabili difficoltà? (orientamento spaziale sul palcoscenico e in relazione agli attori).
_Movimenti guidati in spazi ben definiti. Tutoraggio di alunni vedenti, che aiutano negli spostamenti tra quinte e palcoscenico. Esercizi di orientamento spaziale propedeutici alla recitazione su palcoscenici non conosciuti. ______

 

5. Testi e prove.
a. Testi originali, autoprodotti, liberamente ispirati a…?
__I testi sono originali e autoprodotti____

b. Per la lettura e la memorizzazione, i testi vengono stampati in braille, ingranditi, vengono utilizzati strumenti digitali, registrazioni audio?

__I testi vengono stampati in braille ed ingranditi_______

c. Quale è la lunghezza e la frequenza delle prove?
_Due ore per due giorni a settimana da ottobre ad aprile e tutti i giorni del mese di maggio per tre ore____

d. Quanto tempo è necessario per l´allestimento di un´opera?
_Otto mesi________

e. Per quanto tempo viene mantenuto in cartellone un lavoro?
_Un mese____

f. Quanti spettacoli vengono fatti in un anno?
_Da due ad un massimo di sei____
6. Come vengono trovate le risorse economiche?
_Attraverso progetti finanziati o autotassazione della compagnia__

 

7. Impatto col pubblico, reazioni, gratificazioni.
a. L´impatto col pubblico è generalmente difficile? Viene facilitato dall´abitudine? Costituisce sempre una forte emozione? Aiuta a sviluppare la sicurezza di sé?
__L’impatto è sempre molto emozionante e estremamente gratificante. Sicuramente favorisce il rafforzamento della fiducia in se.____

b. Come reagisce il pubblico alla recitazione dei ciechi?
_Con maggiore attenzione alle performances____

c. Per il fatto che gli attori sono ciechi e ipovedenti si nota una maggiore benevolenza, generosità, tolleranza?
_No___________________________________

d. Gli attori sono generalmente contenti delle loro interpretazioni anche se qualcosa non riesce perfettamente o se il successo non è esaltante?
_Sono contenti e comunque desiderosi di ripetere l’esperienza, per migliorare ulteriormente le prestazioni______________________

 

8. Il regista-insegnante è un professionista, un amatore, un volontario?
_Un amatore volontario_____

 

9. Collaborazione
a. Partecipano anche persone normovedenti?
_Si. La compagnia è formata da alunni non vedenti, ipovedenti e vedenti___

b. Con il solo ruolo di aiuto o anche di partecipazione attiva in scena?
_Sia con il ruolo di aiuto che di partecipazione alle attività teatrali e di drammatizzazione___________

c. La loro collaborazione è ritenuta utile, necessaria, superflua?

_Utile e necessaria____________

 

10. descrizione del materiale scenico e tecnico utilizzato. Come viene reperito e gestito.
(costumi, mobilio, tendaggi, praticabili,trucco scenico, apparecchiature per l’illuminazione,produzione e registrazione audio e video)

__Tutto il materiale necessario alla messa in scena delle opere rappresentate, viene reperito e gestito in maniera autonoma dai docenti, dagli alunni e dai collaboratori previsti dal progetto.


Aggiunta OSCOM

Comunicare a scopo di ricerca quali attività artistiche per diversamente abili possono essere analizzate analogamente a questa del teatro per ciechi, allo scopo di approfondire la diversa abilità e le sue caratteristiche di qualità?

Nell’ambito dei progetti “Segnali 2: Messaggi dal buio”, “Il valore di ciò che scartiamo”, “Colosimo in 2” , gli alunni non vedenti e ipovedenti  dell’IPIA Paolo Colosimo sono impegnati in attività di carattere innovativo, sperimentale e laboratoriale per la produzione di manufatti (fiori di plastica, borse di stoffa, ricami, presepi e alberi natalizi, ceramiche, ecc.) ricavati da materiali da riciclo. In tali attività è privilegiata la vicarietà sensoriale tattile.