Il romanzo di Eleonora

cittadini e territori di napoli

Ne sono stati scritti molti di romanzi su Eleonora Fonseca Pimentel, è stato girato un film. C’è molto da vedere e da leggere da consigliare ai ragazzi, selezionando ed organizzando i lavori. Dedichiamoci quest’anno a questa figura eroica, delle tante di cui sarebbe bello scrivere, perché nel 2019 ricorre il 320° anniversario della Repubblicana Napoletana del 1799. Un brano della storia patria da ricordare perché sono molte le cose che oggi si dimenticano: tranne la pizza pare a Napoli sia rimasto poco, tanto che anche i film trattano di una piccola parte della città, i malviventi. Ci sono anche loro, ma questa immagine è anche peggio di quella prima, tutta amore e mandolini, che del pari non le dava la giusta dignità di antico e gloriose regno d’Europa.

Tutto va bene, si dice è bene che è meglio se si parli piuttosto che si ignori – e certo Napoli non si fa ignorare. Però non a tutti farebbe piacere sentire su di sé solo critiche e difetti, che inevitabilmente vanno insieme coi pregi. È opportuno perciò per i giovani, oramai dimentichi di questi racconti antichi, riportare la mente ai tanti che hanno onorato il territorio di Napoli con azioni ed opere che destano rispetto. Il luogo giusto per rinnovare i saperi è la scuola, dove riportandole nel luogo giusto della formazione, le scuole.

Possiamo scrivere nuovi romanzi della città anche solo leggendo i vecchi, visto che tanti ne sono stati scritti: ma sempre in altri tempi, per altri lettori. Ma nel nostro corso non miriamo a scrivere una tesina e possibilmente un libro. È tempo che gli studenti inizino a fare dei documentari sugli argomenti di studio, usando la lingua delle immagini che ormai si è costituita nei testi complessi di comune lettura. Invece di scattare selfie, scrivere documentari richiede un complesso ben diverso di capacità: OSCOM dal 2008 organizza corsi per far considerare ai docenti la possibilità di preparare a questo altro tipo di scrittura, il documentario, come un metodo per insegnare a leggere le immagini. Perché insegnare a scrivere è insegnare a leggere, e leggere bene le immagini, con senso critico, è oggi più necessario di una volta. Imparare a raccontare a voce alta le immagini delle riprese, che sia bene scritte ed elaborate, è necessario del pari. Ciò si può fare per tutte le materie.

Solo però dedicandosi ad un tema comune si può però guadagnare l’interesse di ognuno e far convergere le abilità di verse di tutti in un solo documentario, in vista di un fine di costruzione di competenze, qui l’operatore turistico delle città d’arte, superando l’individualità di un tema e di un solo operatore. Alternando sulla struttura base di un romanzo gli approfondimenti, le visite nei luoghi scelti, si potrà svolgere il lavoro di conoscere meglio la città e imparare a raccontarla. Nelle visite ci si dedicherà a filmare le case storiche, gli spunti artistici della città, e perché no, fiori, dipinti, amici… ogni cosa messa al suo giusto tempo nel montaggio può andare bene. Perciò bisogna subito imparare ad usare ben i nostri cellulari e la rete, occorre dedicare un po’ di spazio alla navigazione, un po’ di spazio a fotografare e filmare. Sappiamo che c’è chi è già bravo, ma non tutti lo sono, e così non tutti scrivono bene, non tutti vanno ovunque con facilità, non tutti parlano bene e via dicendo… Bisogna perciò costruire team di lavoro per differenziare i ruoli, e tutto fila al meglio, visto che ognuno qualcosa sa fare.

Nell’occasione della celebrazione del ’99 si potranno visitare diversi luoghi del territorio cittadino per ambientare questa o quella storia, altre se ne potranno vedere in rete, così da gettare uno sguardo sul territorio e legare a questo gli approfondimenti che è opportuno fare per imparare ad essere operatori turistici delle città d’arte – quel che interessa formare per garantire lunga vita al turismo napoletano. In questa occasione si possono fare interviste o registrare lezioni da parte degli esperti dei diversi luoghi, così da costruire una piccola letteratura e partecipare ai vari concorsi che già sono presenti nel settore.

Ecco delineati i 4 settori di intervento che saranno curati dai tutor negli spazi orari loro destinati:

1. il laboratorio di scrittura

2. il laboratorio di attorialità

3. il laboratorio foto-video-navigazione in rete

4. il laboratorio che cura le interviste

 

Non è un turismo estivo quello della nostra città, è il turismo di una città d’arte, ancora male organizzato. Sarebbe sprecato limitarsi alla bellezza dei territori. È invece necessario andare a fondo nelle storie delle vie e della città, ma per costruire questi racconti bisogna conoscerle e saperle raccontare. Perciò dovremo imparare a camminare in qualche libro oltre che in qualche strada, seguendo una linea che ci sia di guida.

Eleonora sarà il tema, visto che è una donna speciale figlia di un ambiente speciale: la Napoli del ‘700 fu ascoltata dagli Americani e dai Francesi nell’evoluzione dei loro grandi progetti con le grandi figure di Galiani, di Genovesi e di Filangieri, per fare tre nomi. Perché il Regno di Napoli tra i tanti europei eccelleva per intelletti locali, più che per brillanti stranieri, che spesso per via delle continue lotte d’Europa furono costretti a viaggiare più di quel che volessero: spinti dagli incendi e dagli assedi. Erano per lo più aristocratici o prelati, quelli cioè che avevano tempo e occasioni adatte allo studio. Oggi il diritto allo studio salva tutti quelli che hanno buona volontà.

La prima cosa dunque sarà di costituire i team di lavoro. Daremo qualche istruzione in merito così che si possa passare all’azione appena possibile. Poi programmeremo una prima parte generale uguale per tutti, per iniziare a mettere in comune le idee e discuterle in fasi alternate – il team e tutti insieme – per farle diventare un progetto comune.