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L’IPSIA Paolo Colosimo a Pompei – 11 maggio 2012

Visita guidata agli scavi di Pompei per gli studenti dell’IPSIA Paolo Colosimo di Napoli effettuata l’11 maggio 2012 per la raccolta del materiale fotografico per la realizzazione di un prodotto multimediale da presentare al premio DOCARTE all’interno del corso 2011-2012 de “La pedagogia della bellezza” organizzato dall’OSCOM

di Salvatore Bevilacqua con la collaborazione di Maddalena Aliperti e Antonio Malafronte

L’11 maggio 2012 è stata una giornata particolare in quanto i ragazzi che hanno partecipato a questa visita guidata, circa una trentina, erano ipovedenti e non vedenti, studenti dell’IPSIA Paolo Colosimo di Napoli, accompagnati da diversi insegnanti. I ragazzi si sono dimostrati interessati alla visita che ha cercato di proporre loro un percorso diverso dal normale, possiamo definirlo un percorso tattile, ovvero che dia la possibilità a questi ragazzi di poter assaporare le meraviglie di questo posto magico e bloccato nel tempo al 79 d.C. che è la città sepolta e risuscitata dalle ceneri del Vesuvio che è Pompei. Il percorso guidato in maniera chiara e per niente noiosa ci è stato affidato a Claudio (la guida), il quale ha iniziato con una breve introduzione sulla città di Pompei soffermandosi sui punti principali della sua storia, con la visita al Teatro Grande e al Teatro Piccolo.

Teatro Grande

Teatro Piccolo

Il Teatro Grande fu costruito durante l’epoca sannita e subì nel corso degli anni numerosi rifacimenti: realizzato in opus incertum, con una tipica architettura greca, era in grado di ospitare circa cinquemila spettatori. La zona dell’orchestra è disposta a forma di ferro di cavallo, la cavea è divisa in tre ordini e tutta la struttura poteva essere coperta da un velarium; la scena fu ricostruita dopo il terremoto del 62, in opera laterizia ed era decorata con marmi e statue, mentre lo sfondo voleva imitare un palazzo principesco. Il Teatro Piccolo, chiamato anche Odeion, fu costruito intorno all’80 a.C. ed era in grado di ospitare un pubblico di circa milletrecento persone: al suo interno venivano declamate poesie e si svolgevano spettacoli musicali. La struttura ricorda quella del Teatro Grande, con pianta semicircolare: la cavea divisa in due parti, con le gradinate decorate, mentre l’orchestra è pavimentata in marmo. Il Quadriportico dei Teatri fu costruito intorno all’80 a.C. ed era utilizzato come foyer (locale adiacente ad una sala teatrale dove gli spettatori hanno la possibilità di potersi intrattenere prima e dopo lo spettacolo) per gli spettatori del Teatro Grande; a seguito del terremoto del 62 venne riconvertito in palestra per gladiatori e lungo le mura perimetrali, dove prima era un colonnato, fu aggiunto un secondo piano, utilizzato come alloggio per i combattenti e luogo per gli allenamenti.

 

La visita è poi proseguita passeggiando ed osservando altre strutture lungo la via dell’Abbondanza con la descrizione di botteghe per fini commerciali e spiegando la struttura urbanistica di Pompei divisa in cardini e decumani, fino ad arrivare alle Terme Stabiane, inaugurate l’8 marzo 2012, queste erano il complesso termale più antico della città: risalivano infatti al IV-III secolo a.C. ed avevano subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti. Nella parte est, divise in due sezioni, per uomini e donne, sono l’apodyterium, il frigidarium, il calidarium e il tepidarium, oltre alle fornaci: tutta la pavimentazione era completamente riscaldata; a nord è posta una latrina, mentre ad ovest una piscina. Si conservano raffigurazioni in stucco, tipiche del quarto stile, di soggetti mitologici e personaggi pompeiani.

Via Dell’Abbondanza

Portico delle Terme Stabiane

La vista è terminata in un ambiente assolutamente magnifico, il Foro di Pompei, poco lontano da Porta Marina, era il cuore della città: fu sistemato nel II secolo a.C., abbattendo le numerose botteghe che lo circondavano e l’enorme piazza fu abbellita con statue, mai ritrovate, di dei o di cittadini illustri; a delimitare lo spazio del foro erano gli archi onorari: se ne conservano tre ed avevano una funzione puramente scenica, rivestiti completamente in marmo ed erano dedicati ad Augusto, a Tiberio e a Caligola. Intorno al foro si affacciavano gli edifici più importanti della città, come quelli dell’Amministrazione Pubblica, dove si riunivano le personalità politiche; la Basilica, riservata alla giustizia e alle faccende economiche; la Mensa Ponderaria, ossia l’ufficio della misurazione delle capacità e del peso: era costituita da due banchi sovrapposti, con cavità di diverse misure e aperture per la fuoriuscita del prodotto misurato; ed ancora il Tempio di Apollo, di Vespasiano e quello di Giove, il Santuario dei Lari Pubblici e le Terme del Foro.

Foro di Pompei

La giornata di oggi vuole essere solo inizio di un’attività e di un modo che possa dare la possibilità a non vedenti di potersi accostare, immaginare e realizzare attraverso il tatto, il patrimonio culturale italiano, in modo tale da poter rendere partecipi anche loro della sua assoluta bellezza.

slideshow con gli studenti in visita

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Visite a Pompei primavera 2012

di

Maddalena Aliperti

Antonio Malafronte

Le scuole che partecipano nel 2012 al corso OSCOM-USR “La Pedagogia della Bellezza” si impegnano a realizzare un testo multimediale sul tema Le scuole raccontano Pompei. Perciò  hanno visitato in queste settimane il sito archeologico più frequentato del mondo – eppure diversi partecipanti non avevano ancora fatto l’esperienza della visita e quindi si sono molto divertiti ed appassionati – e poi la guida che, con i tutor (gli autori di questo articolo), ha accompagnato i ragazzi, ha davvero saputo interessarli. Le tre visite sono state compiute dall’Istituto Socrate di Marano, dal Margherita di Savoia e dall’IPSIA Colosimo – quest’ultimo, l’Istituto per ipovedenti e non vedenti. Qui vogliamo sottolineare che così si è iniziato un percorso di formazione estetica versato sul disagio, in modo specifico quello della vista; un punto di forza della nostra sperimentazione, che propone di realizzare a Napoli uno spazio come quello del Museo Omero (vedi in rete), o anche di usufruire dell’ospitalità di istituzioni presenti in città, per consolidare elementi della ricerca didattica su questo tema. La visita è stata di grande successo, come si può vedere dalle poche foto qui sotto. Potendo usufruire della collaborazione della Soprintendenza, avremmo potuto costruire già da questo primo momento e di nostra iniziativa una vera visita narrata; ma abbiamo preferito concentrare l’attenzione sulle difficoltà dei ragazzi non vedenti, rimandando ad altra occasione di portare materiale per il full touch; è già stata una esperienza nuova per tutti i non vedenti, come il camminare in una via lastricata come al tempo antico, coi solchi per il passaggio de carri – tanto per dire la cosa più evidente. Perciò siamo entrati dalla Villa dei Misteri, dove all’inizio la strada non è ricoperta di basolato ma ha una struttura piana e facilmente percorribile. Di qui siamo entrati nel Teatro Piccolo , dove è stato di grande effetto dimostrare la perfetta acustica del luogo. Inoltre è lì presente il bassorilievo di Atlante, ai lati delle gradinate, di cui i ragazzi hanno potuto fare esperienza; benché la gran parte dei reperti più importante sia infatti da sottrarre ad un percorso tattile se non in effige, un garbato sfiorare con le dita i marmi da parte di pochi ragazzi non vedenti non ha una concreta possibilità di danneggiare quel che è normalmente esposto alle intemperie ed al flusso turistico. Giunti in Via dell’Abbondanza, poi, il percorso esperienziale è diventato più consistente, visto che la strada in basolato ha richiesto qualche sforzo di attenzione ed equilibrio, riportando i ragazzi a misurare la distanza che separa il tempo nostro dall’antico. L’emozione che sempre avvince chi visita Pompei. Entrati in alcune termopoli hanno poi osservato la somiglianza riscontrabile tra quegli allestimenti e quelli dei bar d’oggi, viste le comuni esigenze di tenere alimenti e bevande a disposizione del pubblico; toccare le anfore e le struttura ha completato la sorpresa di trovarsi in un luogo per tutti gli allievi nuovo ed entusiasmante. È bastato questo per realizzare lo spirito di percezione plurisensoriale che anima i Musei per non vedenti, condotta in un ambiente non preparato allo scopo ma fruibile da tutti anche senza strutturazioni specifiche. Mettere a punto la metodologia attenta al fine potrà ottenere anche migliori risultati nel suggerire a chi non ha la vista percezioni visive. Ma sarà un percorso utile anche per i vedenti, perché specializza sensorialità su cui spesso non cade l’attenzione. Unico dispiacere, comunicare ai ragazzi che la Soprintendenza non aveva concesso loro il permesso di recitare all’interno degli scavi la pièce teatrale che hanno scritto e realizzato, ambientata appunto a Pompei. Il Colosimo ha comunque un bellissimo teatro dove si realizzerà la recita, sperando di poterla poi ripetere un altro anno a Pompei. Per i ragazzi è stata, come ci hanno detto, una esperienza unica. Ma va detto che anche per noi che li abbiamo accompagnati l’esperienza è stata unica, per la sensibilità e l’allegria che caratterizza il rapporto di questi allievi col mondo. Fa riflettere su tante lamentele superflue che capita a tutti ogni giorno di fare, mentre basta un piccolo sforzo e si fanno miracoli.